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Yoga e benessere psicologico

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Yoga e benessere psicologico
A cura Ivo Capezzone

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Nel mondo in cui viviamo tutto viene diviso, sezionato, analizzato. Parlare di benessere psicologico significa trattare della salute della mente, dell'equilibrio psicologico con cui si vive la realtà, dimenticando che esso è in relazione con la percezione del nostro corpo.
D'altra parte non sentire i bisogni del corpo (caldo, freddo, fame, sete, …) è uno dei segnali di un Es disturbato che rimanda a gravi patologie mentali (psicosi, …).
Non diciamo niente di nuovo se affermiamo che l'essere umano è costituito da un tutt'uno: corpo, mente, spirito, ma quando si tratta di sperimentare questa unione nel quotidiano, ci accorgiamo che non è affatto semplice e che viviamo nello stato di separazione la maggior parte del tempo che trascorriamo.
Per riuscire realmente a vivere l'unione corpo, mente, spirito abbiamo bisogno di un ingrediente
particolare: la consapevolezza, ingrediente che possiamo considerare un parente nobile dell'attenzione. La consapevolezza risulta infatti più diffusa dell'attenzione e implica una percezione rilassata, piuttosto che tesa, da parte dell'intera persona. Essa inoltre rappresenta contemporaneamente un processo e un obiettivo.
Per aumentare la nostra capacità di essere consapevoli ci sono molti modi, ma la strada maestra è certamente la disciplina dello Yoga. Questa pratica millenaria, che in Occidente è vista dai più come una sorta di "ginnastica esoterica", è considerata in Oriente una scienza: la scienza dell'Essere.
Lo Yoga parte dalla saggezza del corpo: il corpo sa come stiamo vivendo la nostra vita, cosa ci serve per essere pienamente noi stessi, cosa ha valore per noi e in cosa crediamo, cosa ci ha ferito emotivamente e come possiamo guarire. Il nostro corpo riconosce quali sono le persone che tirano fuori il meglio di noi e quali invece fanno andar giù la nostra autostima, purché si impari a riconoscere i segnali che esso rimanda.
La mente non sa tutte queste cose, è in grado di ricordare il passato, di inventare il futuro che ci illude e/o ci mette in ansia, ma passato e futuro non ci permettono di realizzare il cambiamento, essi sono soltanto i luoghi dove domina la mente. Il cambiamento avviene nel presente, nel qui ed ora. Per accedere alla parte di noi che può trasformare la nostra vita, possiamo cominciare a portare la nostra consapevolezza nel corpo e distendere il respiro in modo da rimanere aderenti alla terra e aprirci alla possibilità della trasformazione.
L'esperienza dello Yoga inizia nell'iniziare a percepirsi diventando osservatori delle sensazioni più evidenti, quali dolori e tensioni muscolari, sviluppando quella consapevolezza che ci permetterà di sentire i bisbigli e i segnali meno evidenti del corpo, prima che esso sia costretto a gridare.
L'ascolto del corpo apre una strada che non ha confini nella conoscenza di sé: praticare lo yoga infatti tende a purificare il nostro modo di percepire. Le nostre sensazioni sono spesso mediate dallo stress quotidiano, lo yoga può renderle più armoniose e fare in modo che possiamo accoglierle amorevolmente, piuttosto che respingerle, come a volte avviene.
Durante la pratica yoga il corpo ci parla di aree che hanno perso la sensibilità, di contrazioni che resistono al lasciar andare e di parti del corpo letteralmente invase dal pensiero e dalla personalità.
E' possibile riportare la sensibilità in queste parti ed evitare di lasciare libero spazio ai pensieri ricorrenti che hanno generato la desensibilizzazione.
L'influenza della mente sulle sensazioni del corpo avviene nell'essere umano man mano che, con la crescita, i modelli percettivi e le categorie concettuali si irrigidiscono. Questo genera una maggiore rigidità nel corpo oltre che nell'approccio all'interpretazione della realtà (incapacità di meravigliarsi, difficoltà ad accettare comportamenti al di fuori degli schemi acquisiti, ...). L'aumento della flessibilità del corpo può quindi comportare l'allentamento della rigidità dei modelli percettivi.
Possiamo dire che il nostro modello culturale ci ha assuefatti all'influenza della mente sulle nostre percezioni con rappresentazioni preconcette e rigide della realtà. Tale influenza avviene dall'alto verso il basso, dalla mente, regno delle memorie passate e delle aspettative future, al corpo, regno delle nostre tensioni ed emozioni nel presente. Il presente viene così filtrato e manipolato dal passato e dal futuro, allontanandoci dalla verità del nostro stato reale. Quando nella pratica yoga ci poniamo in ascolto delle percezioni del corpo rimanendo nel qui-e-ora e permettiamo ai pensieri di scorrere liberamente possiamo sperimentare l'inversione della polarità delle influenze che cominciano ad essere nel flusso opposto: dal basso verso l'alto, dal corpo alla mente. Si ha così l'esperienza autentica della realtà, l'esperienza che attiva i neuroni, modifica le sinapsi creandone di nuove, mettendo in moto la neoplasticità del nostro cervello.
Nel fare yoga, attraverso l'esperienza diretta del corpo e del respiro, plasmiamo il nostro cervello con l'esperienza del benessere psico-fisico, creando mappe che permetteranno il ripetersi dell'esperienza secondo lo schema appreso. Mappe che favoriscono l'abbassarsi del livello della stanchezza e dell'insoddisfazione, a favore di un'energia generata dall'azione consapevole e dalla relazione equilibrata con le parti di sé, generata dal "io ascolto". Secondo Daniel Siegel, lo stato di sintonizzazione con se stessi è simile a quello di attaccamento sicuro mamma-bambino. Ricordiamo che, secondo la Teoria dell'Attaccamento di Bowlby (1951), il bambino si sperimenta senza paura sotto lo sguardo della mamma perché si sente protetto e amato. Siegel ha osservato che la sintonizzazione interiore sulle proprie sensazioni mette in moto gli stessi circuiti neuronali dell'attaccamento sicuro. La consapevolezza corporea permette di sentirci amati perché corpo e mente risuonano all'interno di uno spazio protetto in cui ci sentiamo a nostro agio sotto lo sguardo presente e amorevole dell'Osservatore. Daniel Siegel, nel suo libro Mindfulness (2009) ci invita a unirci a lui in un'esplorazione illuminante di ciò che significa vivere nel qui-e-ora, essere "consapevoli in modo mindful". Questa consapevolezza dell'esperienza che si dispiega nel momento presente, crea una sintonizzazione con noi stessi che attiva specifici circuiti cerebrali, inducendo un'ampia gamma di effetti benefici, dall'equilibrio emotivo a un miglioramento del funzionamento cardiaco. Lo sviluppo di questi tratti ci consente di affrontare le sfide della vita con un senso nuovo di equilibrio e chiarezza che possono trasformare la vita stessa in un viaggio intenso, che prova a rispondere alle domande che l'uomo si pone da sempre.


Esercizio pratico

Proposta di Asana yoga (posizione stabile).

Parna-asana: posizione della foglia.
In questo asana il corpo si rilassa e, se si mantiene a lungo la posizione, diviene leggerissimo, proprio come la foglia che rappresenta.
Benefici: toglie il mal di schiena, di testa e i dolori mestruali; rilassa il corpo e la mente. Non ha controindicazioni.
Modalità di esecuzione.
Posizione iniziale:
in ginocchio, unire le punte dei piedi e divaricare i talloni, mentre il bacino si accomoda nello spazio che formano i piedi. Aprire le ginocchia della misura delle spalle, con le braccia morbide e le mani sulla parte inferiore delle cosce (vicino alle ginocchia).
Movimento e entrata nella posizione: una profonda inspirazione spinge in fuori il petto e la colonna vertebrale si distende, una lenta espirazione accompagna il busto che si flette in avanti. Le spalle vanno a adagiarsi sulle ginocchia e la fronte al suolo: le braccia (avanbraccia e dorso delle mani) per terra, rilassate, contornano il corpo. Mantenere la posizione quanto si vuole percependo la respirazione addominale.
Uscita dalla posizione: in inspirazione, lentamente sollevare il tronco fino alla verticale, riportare le mani nella posizione di partenza.

Se non riesci a dare forma ad un’emozione è possibile vivere la vita con creatività?

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