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Spiritualità e Psicologia
A cura di Gianluca De Lauso


In questo articolo mi propongo di trattare il tema della spiritualità chiarendo il significato del termine e spiegando le ragioni per cui il tema della spiritualità viene proposto anche in ambito psicologico.
Narrando la mia esperienza di studente e praticante buddista nonché di studente di una scuola di counseling ad indirizzo gestaltico(i), tenterò di distillare il significato del termine "spirituale" e del rapporto che intercorre tra la psicologia e la spiritualità.
Dirò subito che counseling e terapia della mente hanno favorito il mio ingresso all'interno di un sangha, la cosiddetta comunità buddista, guidata da un laico, dedito da molti anni alle pratiche e all'insegnamento del buddismo tibetano.
In centro Italia, precisamente a Senigallia, incontro la comunità di praticanti della scuola Dzogchen della tradizione Nyingma(ii). Una scuola molto antica in cui si pratica la meditazione, fatta di esercizi di yoga tibetano e di recitazione di antichi mantra.
Il Buddismo che incontro non ha i connotati di una religione perché non venera nessun Dio creatore e non è una filosofia in quanto manca una vera speculazione, ma si presenta come uno strumento di crescita personale, basata su insegnamenti sperimentati e perfezionati in millenni di pratica spirituale.
Il maestro mi trasmette, sin dal primo incontro, un importante insegnamento, presentandomi uno dei possibili significati del termine "spirituale".
La saggezza Spirituale ,secondo il maestro, sopraggiunge quando desideriamo uscire dall'esperienza ordinaria della nostra esistenza.
Il Desiderio di separarci dalla mente ordinaria ovvero dall'abitudine a credere che la nostra vita sia governata dalla fortuna è il primo passo del cammino spirituale. Quando mi rendo conto, che sono responsabile della mia esistenza, e appena smetto di attribuire agli altri o agli eventi la causa della infelicità sul lavoro, con gli amici, con i familiari, allora il germe della spiritualità trova le condizioni per aprirsi.
Inizio un cammino di spiritualità quando intuisco che posso agire direttamente sulla vita e che la vita dipende dalle mie scelte.
Non vorrei dare l'impressione di intendere la spiritualità solo come forma di pratica personale, utile per acquisire benessere e migliorare una condizione di vita insoddisfacente. E' qualcosa di più. La spiritualità è ricerca del sacro nella vita quotidiana e tale ricerca assume il carattere di un'esperienza molto privata.
Alcuni autori definiscono la spiritualità come il tentativo di stabilire un rapporto intimo con se stessi, con gli altri e con un sentimento di Grazia divina; altri la definiscono come la riconciliazione con la vita, la morte. Ancora la spiritualità per alcuni è credere in un potere più grande di quello individuale.
Spirituale è senz'altro un'esperienza interiore di crescita, che può portare, pure, ad un isolamento dal mondo, al credere ciecamente in una dottrina, dal momento che il termine "spirituale" è confinante con le religioni. E le religioni sono istituzioni riconoscibili dalla presenza di una comunità di persone, organizzate gerarchicamente, che condividono una dottrina, delle credenze, dei riti e dei simboli comuni. E nelle religioni vi è lo sforzo di incontrare un essere trascendente (religioni monoteistiche) o di raggiungere il completo annientamento o non-essere, inteso come stato di pace totale e di gioia assoluta (nirvana del buddismo mahajana).
Pur tuttavia, la psicologia ( nella dimensione strettamente individuale, intesa come psicoterapia) e la spiritualità possono stabilire un'alleanza e lavorare insieme allorquando un couselor, un terapeuta si imbattono nel bisogno , portato dalla persona, di dare significato alla vita.
Tanto ciò è vero che la psicologia, incontrando la spiritualità, diviene psicologia transpersonale (oltre la persona), in altre parole diviene una nuova psicologia che integra le scoperte di tutte le scuole classiche di psicologia con gli elementi filosofici delle grandi tradizioni spirituali. Detto altrimenti ,grazie alla psicologia
transpersonale, un counselor, un terapeuta, possono aiutare la persona, considerato nella sua unità di mente-corpo-spirito, a capire, in maniera consapevole, gli aspetti della realtà esteriore ed interiore (le sensazioni, i sentimenti o le idee), servendosi anche degli strumenti utilizzati dalle tradizioni religiose.
La meditazione vien elevata a strumento per osservare meglio quello che accade dentro e fuori di noi, poiché essa permette alla attenzione di diventare ampia e spaziosa. Con un'attenzione estesa vediamo l'insieme invece delle parti.

L'essere umano può fare esperienza personale di evoluzione spirituale (esperienza di fede o ricerca di felicità) ancora meglio se sorretto da una indagine introspettiva di sé che lo aiuti a comprendere più adeguatamente i comportamenti, i pensieri, le emozioni.
E l'individuo giunto ad una più alta concezione di se testimonia che la pratica spirituale e la pratica psicologica possono integrarsi senza confondersi.

i Nel dizionario di psichiatria di Hinsie e Campbell il counselling viene definito come una forma di psicoterapia d'appoggio o rieducativa e si riferisce al trattamento di problemi comportamentali che non sono a rigore classificabili come malattie mentali (p.e. problemi professionali, scolastici, educativi, matrimoniali, di relazione, ecc.). Il Gestalt Counselling si ispira alla teoria e tecnica della psicoterapia della Gestalt.

ii Scuola Antica (Nyingma) del Buddhismo Tibetano, il lignaggio non-settario della Grande Perfezione (Dzogchen), la tradizione portata in Tibet da Guru Padmasambhava (Guru Rinpoche) e propagata da grandi maestri come Longchenpa e Jigme Lingpa.


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