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Prendersi cura di sé per prendersi cura dei propri figli

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Prendersi cura di sé per prendersi cura dei propri figli
A cura di Caterina Lauria

Come si può aiutare qualcuno, in primo luogo la propria prole, se non si è in grado di essere d'aiuto innanzitutto per se stessi?
È come se per assurdo un cieco, prendendo per mano un altro cieco, lo volesse condurre da qualche parte.
Non si diventa un buon genitore sforzandosi alla virtù. La virtù verrà naturalmente in un genitore che sta bene nella sua pelle ed è contento della sua vita. Se un genitore è felice e disteso (anche se occupatissimo), il suo amore saprà espandersi e moltiplicarsi. Come i bambini hanno dei bisogni anche gli adulti ne hanno e per soddisfare quelli dei loro figli, è importante che si occupino dei loro, che si nutrono per poter nutrire, che si prendono cura di sé, per poter prendersi cura dei figli, il rischio è che se ciò non avviene si sviluppino meccanismi simbiotici o dinamiche intrafamiliari patologiche.
Cosa vuol dire "aver cura di sé" ? si possono fare alcuni esempi:

  • ristrutturare il proprio tempo (pianificarlo in modo da avere sempre tempo per sé, per conversare le proprie energie e non deteriorare il proprio umore).
  • saper chiedere aiuto e sostegno;
  • riconoscere le proprie competenze e risorse;
  • avere una buona autostima;
  • saper chiedere confronti e conferme al proprio agire;
  • individuare altri genitori con cui condividere esperienze;
  • mantenere e seguire i propri interessi;
  • prendersi spazi di coppia,
  • coltivare amicizie e relazioni dense dal punto di vista affettivo.
  • programmare il tempo libero e le vacanze.

Per ultima imparare a delegare per dividersi le responsabilità. Quest'ultimo punto è importante perché più di altri preserva da situazioni di stress e burnout. Forse, per alcune persone non troppo abituata a prendersi cura di sé, può sembrare troppo o addirittura impossibili. Il mio consiglio in questo caso è quello di partire dalla cosa che vi risulta più semplice dall'elenco proposto e cosi via.
I bisogni fondamentali dell'individuo, cosi come descritti da Maslow, si possono dividere in varie categorie:
1)Bisogni primari: fisiologici (mangiare, dormire) e di sicurezza (sentirsi al sicuro).
2)Bisogni sociali: di amore e di appartenenza (essere accettati e apprezzati), bisogni di stima (autoapprezzamento, avere successo).
3)Bisogni del sé: autorealizzazione (meta bisogni, qualità spirituali, giustizia, bontà e bellezza). Dall'elenco dei bisogni dell'individuo, vi potreste chiedere quali sono quei bisogni che avete l'abitudine di soddisfare e quali per un motivo o per un altro tendete a rimandare o non ci pensate proprio a soddisfarli.
Es. Mi posso chiedere se mi sento al sicuro? Se la risposta è si, semplicemente mi focalizzo sulla cosa che mi da sicurezza; se la risposta è no, mi posso chiedere cosa posso fare per soddisfare questo mio bisogno. E cosi via per tutti gli altri bisogni.
L'obiettivo di questi esercizi è quello di migliore i vostri livelli di consapevolezza.
L'errore più grande che un individuo possa fare e dimenticarsi di se stesso e di conseguenza dei propri bisogni. In questa prospettiva l'amore per se stessi, diventa il migliore insegnamento che un genitore possa trasmettere ai propri figli e anche il punto di partenza per impostare il rapporto su sentimenti di amore e rispetto. Solo se un genitori è capace di intuire il senso che possono avere le cose per se stesso, potrà intuire con il sentimento il senso che possono avere le cose per suo figlio, in questo modo farà le cose più utile per entrambi e inoltre renderà più profondo e positivo il loro rapporto.

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