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Io controllo le emozioni o le emozioni controllano me!!!!!
A cura di Lauria Caterina
La parola "emozione" deriva dal latino e- movere, che significa smuovere, portare da dentro a fuori. Possiamo parlare di emozione, quando ci troviamo di fronte ad una risposta complessa, che Reinsezein (1983) definisce "sindrome reattiva multidimensionale", la quale comporta una risposta fisiologica, tonico-posturale, motoria , espressiva, accompagnata poi da un'elaborazione cognitiva. L'amigdala è l'area del cervello specializzata nelle questioni emozionali, se viene resecata dal resto del cervello c'è un'evidentissima incapacità di valutare il significato emozionale, le interazioni umane perdono interesse; privata dell'amigdala una persona perde non solo la capacità di riconoscere i sentimenti, ma anche la capacità di provare sentimenti. L' amigdala funziona come un archivio della memoria emozionale, quindi depositaria del significato degli eventi, la vita senza amigdala è un'esistenza spogliata di un significato personale.Tutte le passioni dipendono da essa. L'attività dell'amigdala e la sua interazione con la neocorteccia sono al centro dell'intelligenza emotiva. Nel cervello gli input sensoriali provenienti dall'occhio e dall'orecchio viaggiano prima diretti al talamo e poi all'amigdala, un secondo segnale viene inviato poi dal talamo alla corteccia: il cervello pensante. Ramificazione che permette all'amigdala di cominciare a rispondere prima della neocorteccia la quale elabora le informazioni attraverso diversi livelli di circuiti cerebrali prima di percepirle completamente e cominciando rapidamente la risposta più raffinata dell'amigdala.
La conoscenza di tale circuito è stato importante per spiegare la capacità dell'emozione di soffocare la razionalità. Questo è quello che succede a livello fisiologico. A livello relazionale quanto è difficile rimanere in contatto con le nostre emozioni senza che noi le inibiamo cosi tanto da non sapere neanche che le abbiamo, o senza che esse prendono il controllo su di noi. Un emozione che viene spesso inibita è la rabbia, ci sono persone che gli si può dire di tutto o fare di tutto che non si arrabbiano, non che non la provino semplicemente non la sentono. Come questo avviene non è semplice da spiegare, e che a volte sentire crea angoscia e quindi la mente mette un tappo. Meglio non sentire!!!! E allora si inizia a vivere in un costante grado di confusione su tutto. Confusione data dal fatto che non vogliamo sentire le nostre emozioni, che non sono altro che un informazione di ritorno di ciò che stiamo provando qui ed ora. Il problema è che la rabbia ci serve per mettere un confine tra se e gli altri, e ci fa anche capire quando siamo mancati di rispetto o quando una cosa non ci piace. Altre volte all'opposto un emozione ci può dominare, un esempio ci può essere dato dalla paura. La paura ha una valenza positiva come tutte le emozioni, ci avvisa quando ci troviamo in una situazione di pericolo, diventa per noi un ostacolo quando ci paralizza e ci impedisce di sperimentare delle situazioni nuove che possono essere per noi arricchenti. Si può vivere tutta una vita con un sentire marginale, poche emozioni e quasi sempre le stesse arrivano a livello della nostra coscienza. Di solito sono quelle emozioni che noi accettiamo di più o quelle che riteniamo gli altri accettino di più. La libertà di espressione viene cosi minata alla base, troppa paura agita la mente quando incontra la libertà del cuore. Ognuno di noi a secondo del proprio carattere può avere difficoltà con una specifica emozione o che controlla troppo o ne è totalmente dominato. Sono convinta che il vero controllo delle emozioni ce l'ha il bambino, bisogna ritornare ad essere bambini per comprendere che le emozioni non sono altro che l'espressioni di noi stessi, e che non c'è niente di male ad avere una crisi di pianto o ad arrabbiarsi cosi tanto da diventare una belva tutta rossa.
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