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Conoscenza e consapevolezza, la via per il benessere

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Conoscenza e consapevolezza, la via per il benessere
A cura di Lauria Caterina


Molti psicologi tra cui K. Horney e lo stesso S. Freud, all'inizio della sua carriera, erano convinti che leggere libri di psicologia poteva aiutare le persone a stare meglio. Il modo in cui una persona può ampliare le sue conoscenze è infinito, leggere un libro, la nostra rivista, guardare un film, parlare con un amico, seguire un percorso di psicoterapia o di counseling. Molti psicologi consigliano ai loro pazienti di leggere testi di psicologia( la biblio-terapia) per accrescere le loro conoscenze e la comprensione di se stessi. Io credo che la consapevolezza e la conoscenza ci arriva sia dalle cose più semplici che dalle cose più articolate.
Il potenziale di guarigione insito nella consapevolezza e nel qui ed ora era noto ai buddisti, ma è stato con la psicoterapia della Gestalt e con Perls che la consapevolezza e il qui ed ora, sono diventati centrali nel processo di guarigione. "Consapevolezza" intesa come contatto con la propria esperienza, fare esperienza di se stesso, diventare consapevoli dei propri bisogni, delle proprie paure e ambiguità.
C. Naranjo, nel suo libro "Carattere e nevrosi", afferma che la comprensione di sé basta a se stessa. Che la verità su di noi può renderci liberi. E quando noi abbiamo capito una cosa su noi stessi le cose cambiano. C. Rogers ci parla della tendenza attualizzante, cioè della tendenza in ognuno di noi a realizzare se stesso. Solo che a volte questa tendenza può essere bloccata. Potete immaginare che la vostra vita sia un fiume, l'obiettivo dell'acqua e del fiume e quella di arrivare a mare ma a volte ci possono essere del blocchi che impediscono all'acqua di raggiungere il mare. Questi blocchi possono essere stati creati dai traumi e in generale dall'ambiente in cui è cresciuto. Diventare consapevoli dei propri traumi porta anche a rimuoverli e quindi a permettere che il fiume riprenda a scorrere e con il fiume la vostra vita. Maslow ha messo la realizzazione di se stesso sulla punta della sua piramide dei bisogni. Forse il messaggio di autorealizzazione più semplice ci viene offerto dalla natura, dagli animali e dalle piante, con il loro ciclo di nascita, crescita , riproduzione e morte. Certo il percorso non è semplice, ma neanche cosi difficile come si pensa. Durante la ricerca è importante mantenere un atteggiamento di apertura e fiducia, sicuramente nella sfiducia e nella chiusura poco si cambia e poco si evolve. Sono convinta che ogni cosa e ogni persona possa aiutare a capire se stessi e a conoscersi. Se i traumi che abbiamo subito nel percorso della nostra vita ci hanno allontanato da noi stessi, la conoscenza e la consapevolezza ci riportano a noi e ci danno la possibilità di vivere una vita libera meno condizionata dagli eventi passati. Concludo raccontandovi un film, "La maschera di ferro" con Leonardo di Caprio. Il protagonista del film, il fratello gemello del re viene imprigionato per 6 anni in una prigione dallo stesso re con una maschera di ferro che gli copre il viso. Quando il gemello del re viene liberato dai 3 moschettieri di notte si rimette la maschera perché dice gli da sicurezza. Io credo che con questa frase il protagonista spiega bene come a volte, anche quando non c'è più bisogno, si continua a fare e a vivere in un determinato modo perché ciò da sicurezza e spaventa meno del nuovo che non si conosce. La fiducia, l'atteggiamento di apertura, insieme alla conoscenza e alla consapevolezza ci portano a sperimentare "un nuovo" più vicino alle nostre reali esigenze.


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