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Psicologi in Abruzzo: l'anima in emergenza
Sono le 3:32 del 6 aprile, siamo tutti a letto, dormiamo, la nostra casa, le nostre cose ferme li.. come sempre da anni, poi il boato, terribile, sordo, infinito e tutto inizia a muoversi, cadono libri, oggetti, si spostano mobili, si sentono grida…le luci delle case vicine si accendono e a pochi chilometri da qui delle case non ci sono più e con loro chi ci viveva…è tutto finito!
La solidarietà quel giorno l'ho toccata con mano, tutti hanno voluto fare…l'imperativo era muoversi perché l'Abruzzo aveva bisogno di noi, perché la nostra terra non smetteva di tremare, perché sembrava che qualcosa si dovesse ancora vedere o sapere.. Anche i professionisti dell'anima, gli psicologi dell'emergenza e non presenti sul territorio hanno iniziato a raggiungere L'Aquila, altri si sono incontrati sulla costa ..l'emergenza era su due fronti. Su L'Aquila si sono mossi i colleghi specializzati in emergenza, paradossalmente anche in questo caso bisognava organizzarsi , essere dentro un sistema che potesse essere presente sul posto e raccordarsi rapidamente con tutte le altre forze, in questo caso più che mai l'unione era forza ma un'unione strutturata, non casuale. I primi interventi a L'Aquila si sono svolti nei campi allestiti dalla Protezione Civile: accoglienza della popolazione, interventi psicologici individuali e di gruppo, distribuzione materiale informativo, supporto psicologico ai familiari delle vittime, censimenti, debrifing. Sulla costa abruzzese già dal 9 Aprile si sono attivati i primi trasferimenti da L'Aquila e anche li altri servizi sono stati messi in campo insieme ai colleghi arrivati da altre regioni: sportello d'ascolto, gruppi di condivisione, debrifing, monitoraggio continuo degli ospiti, incontri individuali di gruppo, analisi dei bisogni. Tutto è stato svolto razionalizzando le forze, salvaguardando l'emotività di ciascuno, raccordandosi con le altre figure professionali, sapendo cosa fare e come farlo. L'esperienza abruzzese non è finita, le ferite rimangono, la paura è sempre tanta, tante le conseguenze…per questo gli psicologi dell'emergenza sono ancora li.
Dott.ssa Manieri Laica
Psicologo Psicoterapeuta
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